09/06/2017 - Arrivo a Santiago

Ed eccomi arrivato.

Dopo una bella giornata di sole passata seguendo moltissimi pellegrini lungo la via, arrivo a Santiago che inizia a piovigginare. Vabbè, almeno non ho dovuto indossare la tuta anti pioggia.

Pellegrini ne ho incontrati tanti in questo tratto, probabilmente perché per avere l’attestato del percorso è sufficiente fare gli ultimi 100 km, così sono tutti concentrati nell’ultima parte.

Sistemati i bagagli nell’hostal, faccio ancora in tempo a fare un giro per visitare la cattedrale. Purtroppo l’esterno è in ristrutturazione, già da parecchi anni peraltro, l’interno invece è avvincente come ricordavo. Sono rimasto affascinato nell’ammirare l’altare fortemente decorato, con la statua di Santiago che i fedeli possono abbracciare da dietro, c’è uno stretto passaggio da percorrere in fila indiana. Anch’io mi sono infilato sperando di fare qualche foto particolare; arrivato dietro alla statua una signora dietro di me mi fissava con sguardo dubbioso, io imbarazzato non sapendo che fare ho abbracciato anch’io la statua. Chissà, senza volerlo magari ho guadagnato qualche credito per il paradiso…

Il botafumeiro è un grosso incensiere di 62 kg, appeso al soffitto con una lunghissima corda e viene fatto oscillare dai sacerdoti con spinte vigorose lungo la navata centrale. Ha origine nel medioevo perché all’epoca i pellegrini che arrivavano stremati dai posti più disparati, cucinavano e dormivano sul pavimento della cattedrale. Con la scusa di dispensare incenso si cercava anche di coprire gli odori che inevitabilmente ristagnavano nell’aria. Oggi viene fatto oscillare solo durante alcune festività. Da notare che si tratta di un perfetto pendolo gigante, concepito tre secoli prima che la fisica inventasse ufficialmente il pendolo.

Infine Cabo de Finisterre. Qui c’è il cippo con il km zero. Qui c’è l’arrivo simbolico del Camino e si trova anche una postazione volante dove chi vuole può farsi timbrare il famoso libretto rilasciato a St. Jean-Pied-de-Port. Il promontorio è un classico sperone sull’oceano, neanche tanto ripido, con una importante costruzione che ospita il faro e nei pressi naturalmente ci hanno pure costruito un hotel. Per chi come me è affascinato dai vari punti geografici sparsi per il mondo resta comunque una meta irrinunciabile.

Ora non mi resta che iniziare la via del ritorno puntando le ruote verso nord per costeggiare la costa dell’oceano della Spagna settentrionale.

 

 

baci oscillanti

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