11/06/2019 - Nagorno Karabakh conquistato!

Se avessimo dovuto dare retta a quello che scrive il sito della Farnesina su questo staterello sperduto tra i monti del Caucaso, non avremmo nemmeno comprato la cartina. Mentre ci avvicinavamo continuavamo a porci domande, dubbi, perplessità. In Armenia quando incontravamo qualcuno che diceva due parole di inglese chiedevamo subito informazioni. All’inizio la versione ufficiale della Lonely Planet era che alla frontiera ci avrebbero controllato, consegnato un foglio provvisorio, poi ci saremmo dovuti recare nella capitale Stepanakert, pagare 50 dollari per ottenere il visto e così poi saremmo potuti uscire. Bene. 

Visitando un monastero in Armenia, incontriamo una guida che accompagnava un gruppo di pensionati italiani che ci spiega che adesso è un po’ più semplice, si paga direttamente alla frontiera così si risparmia lo sbattimento di andare a cercare l’ufficio nella capitale. Molto bene.

In un altro monastero un simpatico e grassoccio tassista che parlava discretamente inglese ci fa le solite domande di rito: “di dove siete”, “ma siete venuti dall’Italia con la moto”, “ma quanto ci avete messo”… ecc. così ne approfitto e chiedo subito informazioni sull’ingresso in Nagorno; “believe me, you don’t pay nothing!”. Ci spiega che adesso fanno il visto alla frontiera e non si paga più nulla. 

E così è stato.

Un bellissima e tranquilla nazione, prevalentemente montagnosa con una natura intatta con boschi e colline verdeggianti. Un territorio sempre gradevole alla vista, panorami piacevoli dappertutto, assenza di modernità e di fabbriche, un posto un po’  fuori dl mondo. La capitale con pochissimo traffico piena di parchi e giardini pulita e ordinata. Non sembra davvero di essere così ad oriente.

Una popolazione cordiale e gentilissima che guarda con stupore quei rarissimi turisti che arrivano fino a qui. Noi in due giorni abbiamo incontrato una coppia di ragazzi equadoregni e un ragazzone di New York di nome Lazzaro di origini italiane che, dovendo andare al matrimonio di un cugino sul lago Maggiore, ha pensato bene di partire un po' prima (un paio di mesi fa...) e farsi un giro in oriente in autostop e bus con uno zainetto sulle spalle simile a quello che io adopero per le mie escursioni giornaliere in montagna.

Arrivava dal Tajikistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Iran e Armenia e adesso avrebbe proseguito per la Georgia, Turchia, Grecia e infine l’Italia per il matrimonio del 14 luglio! Ha scroccato un passaggio anche a noi facendo una decina di km seduto dietro sulla moto di Roberto per farsi portare sulla strada principale dove, appena sceso e alzato il dito, è subito stato caricato dalla prima auto che passava.

Adesso ci attende la Turchia. Sulla strada del ritorno abbiamo deciso di rivedere alcune cose che sia Roberto che io abbiamo già visitato ma siccome le riteniamo uniche, già che siamo qui, ci ripassiamo…

 

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