15/11/2018 - Un paese su di un mare di sabbia

E’ proprio vero, questo paese della penisola arabica è caratterizzato da un territorio desertico con oasi che sorgono sui letti dei fiumi e lunghi tratti di costa sul golfo Persico, il mar Arabico e il golfo di Oman.

Debora ed io decidiamo di visitare questa regione quasi per caso, su suggerimento di un’amica. Sappiamo poco ma una volta acquistata la guida della Lonely ci rendiamo conto che sarà un viaggio molto interessante.

Ritirata l’auto all’aeroporto puntiamo subito verso nord, verso gli Emirati Arabi, già perché guardando la cartina per studiare l’itinerario scopriamo che Dubai si trova a soli 400 km e così decidiamo di inserirla nel viaggio. Facciamo bene, Dubai è una città attraente, con enormi grattacieli che sfidano la maestosa New York ma allo stesso tempo conserva il suo vecchio suq con spezie e gioielli. Io rimango particolarmente colpito dal Burj Khalifa (e chi non lo sarebbe), il grattacielo attualmente più grande al mondo con i suoi 830 mt e 163 piani. Uno spettacolo di imponenza e grandiosità, la sera in particolare sembra un’enorme astronave aliena pronta a partire.

Abbandonate le luci, la modernità e lo sfarzo di Dubai rientriamo in Oman e raggiungiamo Nizwa dove, facendo sosta, apprezziamo la visita all’antico forte del XXVII secolo, importante baluardo difensivo, è famoso per la sua torre a pianta circolare alta 40 metri.

Il Wahiba Sands è una vasta e affascinante regione di dune di sabbia che si indorano alla luce del tramonto. Prende il nome da una tribù di beduini che vive in queste lande desolate e come particolarità le loro donne portano una maschera scura sul viso diversa dai soliti veli delle donne arabe. Noi ci facciamo portare in un’oasi a 25 km dentro al deserto con un fuoristrada e passiamo la notte in un campo tendato. Oltre alla cena tipica locale ci godiamo anche una magnifica stellata notturna.

Proseguiamo il nostro viaggio immergendoci nel caotico mercato del giovedì di Sinaw. Qui i beduini arrivano dal deserto per vendere cammelli e capre in cambio di beni di consumo. In una piazza abbacinante è un brulicare continuo di persone, animali, carri. Tutti cercano di accelerare i compiti di giornata e chiudere gli affari prima che la morsa del caldo si stringa attorno alla gente. C’è anche un incredibile mercato del pesce proveniente dall’oceano che fornisce tutta questa regione.

Scendendo decisamente verso sud, raggiungiamo Shannah, piccolo villaggio dove parte il traghetto per l’isola di Masirah. E’ un’isola molto arida, vi abitano solo circa 800 persone, la maggior parte delle quali si trova nel villaggio principale di Ras Hilf dove attraccano i traghetti.

La guida ne parla molto bene ma ci resteremo poco, il forte vento che quasi impedisce di stare in spiaggia, la difficoltà di trovare una sistemazione decente con un minimo d’igiene ci fanno ripartire  e tornare sulla terraferma.

Un giorno di viaggio e siamo a Sur dove ci fermiamo volentieri per un po'. Troviamo un discreto hotel sul mare e ci organizziamo per andare a vedere la deposizione delle uova delle tartarughe verdi. Si può pensare che non sia una cosa troppo eticamente corretta disturbare questo avvenimento così delicato ma sono da valutare anche altri aspetti.

Prima dell’apertura di questo centro le tartarughe verdi erano a rischio estinzione, ora sono protetti 45 km di costa dove circa 30.000 tartarughe all’anno vengono a deporre le loro uova. Le visite a pagamento sono solo guidate in piccoli gruppi da 20 persone, massimo 8 gruppi per notte. I guardiani asseriscono che le tartarughe sono talmente concentrate sulla deposizione che non si accorgono della presenza dell’uomo e ovviamente non sono ammesse luci di nessun tipo, solo loro fanno un po’ di luce con delle piccole pile. Ci si può avvicinare solo dopo la fine della deposizione per cui si assiste solo alla copertura del nido, quando l’animale sposta la sabbia con le zampe.

Vi garantisco che è uno spettacolo unico ed emozionante.  

E’ il momento di dare un’occhiata alle oasi di montagna. In Oman i wadi, ovvero il letto di un torrente, quasi un canyon in cui scorre un corso d’acqua, costituiscono un sistema unico nel suo genere. Le sponde dei wadi sono state luogo di insediamento fin dall’antichità grazie al terreno fertile, in tutto il paese se ne contano moltissimi, il Wadi Bani Khalid è il più famoso anche perché facilmente raggiungibile. Il paesaggio che si presenta davanti agli occhi del visitatore è uno spettacolo: le acque verdi smeraldo spiccano sulla roccia chiara e tutt’intorno fa da cornice una vegetazione rigogliosa. In certi punti è strettissimo, in altri diventa un lago, a volte il fondale è basso, ma poi diviene profondo, tanto che i giovani omaniti amano tuffarsi per farsi fotografare dai turisti. Un bagno qui, dopo una breve passeggiata sotto il sole cocente, è proprio quel che ci vuole. Bisogna solo ricordarsi che essendo l’Oman un Paese musulmano le donne devono indossare almeno una maglietta e un pantaloncino per fare il bagno.

Il giorno dopo ci dedichiamo al Wadi Shab che si raggiunge camminando tra le rocce per tre quarti d’ora, anch’esso molto bello, in acqua si nuota ancora un po’ fino a una strettoia finale in un’ultima pozza molto avvincente, quasi da Indiana Jones…

Siamo ormai verso la fine del nostro avvincente viaggio. E’ ora della capitale Mascate. Per scelta del sultano Qaboos, che governa pacificamente questo paese, non ci sono grattacieli, scelta che personalmente condivido abbastanza. Questo conferisce alla città un’atmosfera più tranquilla, meno caotica, per cui l’approccio è più “familiare”.

Non ci sarà giorno che non ci infileremo con qualche scusa nel famoso suq di Mutrah. Il caotico mercato coperto della città fatto di vicoli strettissimi, dove anche la Lonely consiglia attenzione per ritrovare l’uscita. La cosa interessante è che solo un 20/25 % è dedicato ai turisti, tutto il resto sono negozietti per i locali e così l’ambiente diventa subito più suggestivo.

Una visita obbligata è alla Grande Moschea del Sultano Qaboos, l’unica in Oman aperta anche ai non musulmani per un paio d’ore al mattino. 

All’esterno il grande edificio colpisce per il suo candore con le raffinate architetture in marmo bianco e i 5 minareti che rappresentano i momenti della preghiera quotidiana. Si accede a piedi scalzi e le donne con il capo e le spalle coperti alla grande sala della preghiera che può ospitare 6.600 persone. Decori e raffinatezze senza uguali. Il pavimento è interamente coperto da un tappeto di 4.200 mq, il più grande del mondo, tessuto a mano in un pezzo unico. Il lampadario centrale con cristalli di Swarovski e oltre mille lampadine cattura costantemente l’attenzione.

Dedicheremo ancora qualche giorno al mare, anche se qui non ci sono strutture e le spiagge sono difficilmente raggiungibili. I locali frequentano molto poco il litorale, forse perché le loro donne per fare il bagno devono rimanere vestite per cui non c’è molto interesse, ma noi riusciremo ugualmente a trovare qualche angolino dove passare qualche ora al sole.

E’ ora di rientrare, lasciamo i 33 gradi e la calda piscina dell’hotel di Mascate per i 5 gradi di Monaco di Baviera ma è giusto così, siamo a metà novembre ed è ora di pensare alla neve e alla prossima stagione invernale.

Un abbraccio

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