16/02/2020 - Un paese dolce dolce...

Appena acquistato il biglietto per il volo aereo, come da consuetudine, mi sono procurato guida e cartina per iniziare a studiare l’itinerario. Credo di non essermi mai trovato così in difficoltà nel scegliere i luoghi da visitare. Non immaginavo che il Myanmar avesse così tanti siti interessanti e pieni di curiosità. Non è stato facile tracciare un percorso che comprendesse le località più famose tralasciando molti altri luoghi dove sarei andato molto volentieri.

Mi trovo in questo affascinante paese con i miei soliti compagni di viaggio Roberto e Cristina da circa una settimana e, a parte un paio di giorni dove ho avuto tosse, mal di gola e un po’ di febbre, sta andando tutto bene. Di giorno si raggiungono facilmente i 30 gradi e l’impatto con l’aria condizionata che qui adoperano un po’ dappertutto mi ha fregato. Sono comunque riuscito a visitare e fotografare le cose che mi interessavano fin qui e ancora abbiamo un bel po’ di giorni davanti a noi per completare il viaggio.

E’ un paese ancora acerbo dal punto di vista turistico, e questo si avverte ovunque si vada, turisti se ne incontrano pochi. La gente è estremamente cordiale e gentile, quasi tutte le donne ti sorridono, si lasciano fotografare senza problemi, si vive in un’atmosfera di grande dolcezza e serenità. Mai visto nessuno discutere, arrabbiarsi, litigare, e guidano con estrema calma; per percorrere 100 km bisogna calcolare almeno un paio d’ore abbondanti.

Nei primi giorni abbiamo visitato Kyaiktiyo (Golden Rock), una grossa pietra quasi in cima ad un monte che sta miracolosamente in bilico resistendo a vari terremoti senza spostarsi minimamente. Naturalmente la leggenda dice che rimane in bilico perché alla base ci sono sette capelli del Buddha, se si togliessero quelli cadrebbe giù. E’ un luogo di pellegrinaggio e preghiera molto importante ed è quasi ricoperto di lamelle d’oro che i fedeli applicano con fiducia.

Non poteva mancare la stranezza dei quattro Buddha seduti di schiena, alti 30 mt rappresentano Siddharta e i suoi tre predecessori nel momento dell’illuminazione oppure l’enorme statua che è la seconda al mondo per dimensioni, la più grande si trova in Giappone.

Anche la pagoda di Shwemawdaw è stupenda, costruita nel 580 a.c. da due fratelli per custodire due capelli del Buddha, poi ovviamente modificata nel tempo. Poi il Buddha sdraiato di Shwethalyaung, lungo 55 mt è stato costruito nel 994 dal re Migadepa per celebrare la sua conversione al buddismo. Rimasto per diversi secoli sepolto dalla vegetazione fu riscoperto nel 1880 da esploratori ferroviari inglesi che cercavano la via per la loro ferrovia.

Ci siamo persi volentieri in mercatini vari dove si vende di tutto e in particolare diverse verdure a noi totalmente sconosciute ma che personalmente, affascinano molto.

Sto iniziando a dilungarmi, sto scrivendo troppo per cui mi fermo qui, però vi rimando alla prossima puntata!

 

Un abbraccio

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