04/06/2015 - Una lunga strada

Le ruote di Ammy scorrono sicure e veloci sul liscio asfalto della Milano-Venezia. E’ felice di sentirsi di nuovo carica di bagagli e di avere il muso puntato perentoriamente verso est. Non sa ancora bene dove si va ma, dai preparativi iniziati mesi fa, ha capito che è una meta importante e ci tiene a fare bella figura.

Infatti è una meta importante, un posto lontanissimo che riempie l’anima di desiderio e immaginazione: la Mongolia. 

E’ sempre stato un viaggio desiderato ma poi velocemente accantonato per via delle mille difficoltà che ci sono. Accantonato sempre un po’, così, con una mano quasi a spostarlo delicatamente dalla mia mente e rimandandolo magari all’anno successivo.

Ora quell’anno successivo è arrivato.

Roberto ed io siamo a Klagenfurt in Austria, in un bellissimo ostello della Hihostels dove stiamo facendo la prima tappa del nostro lungo viaggio che ci porterà a visitare la Mongolia. Debora e Cristina il 21 giugno ci raggiungeranno in aereo a Irkutsk, sul lago Baikal in piena Siberia e dopo qualche giorno entreremo tutti insieme nel regno di Gengis Khan. Dopo un paio di settimane trascorse a gironzolare per steppe, deserti e montagne, le due ragazze torneranno a casa ed io e Roberto tenteremo di fare i temibili 1.600 km di sterrato per rientrare in Russia dal confine occidentale della Mongolia. Poi torneremo a casa anche noi. Il tempo previsto per fare tutto questo è di un paio di mesi, contiamo di essere di ritorno per i primi giorni di agosto.

Oggi abbiamo viaggiato sotto un caldo torrido, in alcuni punti in veneto il termometro è arrivato a 36 gradi! Soste frequenti per ristorarci negli autogrill quindi e in uno di questi due distinti signori con in mano un portachiavi di una Mercedes, si avvicinano incuriositi attirati dalle nostre moto stracariche:

“Cavolo che equipaggiamento, si vede che siete viaggiatori… dove andate di bello, immagino lontano…” dice quello con giacca e cravatta,

“Si certo, facciamo un bel viaggetto” risponde Roby, “andiamo in Mongolia”

“Porca miseria… ma con la moto… da qui… fin là…?”

“Beh si certo, o perlomeno ci proviamo…” aggiungo io.

“Che voglia, però affascinante, complimenti, ma sopratutto complimenti per la scelta perché io ho un paio di clienti a Ulaan Baatar e vi posso assicurare che ci sono delle donne bellissime!”

Saluta e sale sulla sua auto.

Non mi era ancora capitato di valutare una destinazione di un viaggio su due ruote, di un certo impegno, in base alla presenza femminile… e poi belle donne… in Mongolia… mah…

 

 

baci sudati

 

gm

 

Viaggio: