05/05/2014 - Dalla Table Mountain al Musinè

Dalla Table Mountain al Musinè

 

Passata la frontiera a Satara, dal Botswana siamo entrati in Zimbawe ed abbiamo alloggiato a Victoria Falls per poter ammirare le famose cascate Vittoria. Abbiamo dedicato l'intera giornata per la visita perchè desideravo da molto tempo vederle e ho voluto fare le cose con calma. Anche se nessuno mi ha detto "Dr. Bissacco I presume?...", devo dire che ne è davvero valsa la pena. Sono qualcosa di meraviglioso; imponenti, suggestive, roboanti, maestose... e potrei continuare con chissà quanti altri aggettivi. Vi si accede attraverso un sentiero nella vegetazione e dietro ad una svolta appaiono all'improvviso in tutta la loro potenza. Roba da togliere il fiato.

Appagato da decine e decine di scatti con la macchina fotografica ci siamo concessi un frugale pasto e poi, forse per dimostrare a me stesso che non temo la mia età, mi sono concesso una "slide", che sarebbe sorvolare subito a valle delle cascate, il profondo canyon formato dall'impetuoso Zambesi appeso ad un cavo con un imbrago. L'attraversamento dura un paio di minuti, con i piedi a penzoloni ad una velocità moderata, ma i "porca troia" che ho detto nei primi 10 secondi lo so solo io.

Serata conclusa alla grande con una cenetta su un battello sul fiume Zambesi. Il driver che ci è venuto a prendere al lodge, nel tragitto mi dice che saremo solo noi due, nessun altro ha prenotato per quella sera. Ho pensato scherzasse, qui si fanno code dappertutto per qualsiasi cosa, figuriamoci una cena al lume di candela sul fiume. Invece grandissima sorpresa: siamo davvero solo noi due! Incredibile. Il capitano, il cuoco, il cameriere, tutti a nostra disposizione! Con ampi sorrisi ci rassicurano, domani sera i 35 posti saranno tutti occupati, tutto prenotato, quindi possiamo goderci la nostra cenetta romantica senza farci troppi scrupoli. Non posso che ringraziare l'amico Davide P. che mi ha consigliato questa escursione consentendomi così di trascorrere una serata indimenticabile con la mia Debora.

Infine, abbiamo volato su Cape Town, la ciliegina sulla torta. Città molto bella, a misura d'uomo che nulla ha a che fare con l'Africa per come l'intendiamo noi occidentali. Pulita, ordinata, viali alberati, case vittoriane e grattacieli e come contorno uno splendido oceano e la mitica Table Mountain, una montagna piatta alta oltre mille metri che domina la città. Ci abbiamo dedicato tre giorni e li vale tutti. Un giro sulla lunga spiaggia frequentata dai surfisti, poi su in cima alla montagna piatta che è davvero strana da dove si gode un panorama con un tramonto imperdibile. Poi giù nella penisola di Cape Point dove si trova il Capo di Buona Speranza, sempre affascinante con le sue scogliere a picco sul mare e i suoi baboon che rubano tutto ciò che possono. Un giretto tra i vitigni di Steenberg e di Costantia, circondati da ville mozzafiato e poi il mercatino di Green Market in pieno centro città.

Anche la sorpresa di trovare un caffè dentro a una chiesa ci lascia sorpresi. Silas, il pastore protestante della Central Methodist Mission di Cape Town, ci accoglie con grandi sorrisi e ci dice che una chiesa deve essere un luogo che soddisfa anche il fisico oltre che l'anima. Dice che noi cristiani cattolici siamo troppo rigidi e di vedute ristrette, come dargli torto... Si conclude con uno shopping sfrenato al Waterfront, un moderno centro commerciale sul porto.

Per dormire le quattro notti qui a Cape Town avevo scelto Villa Zeezicht che è un B&B leggermente in collina, proprio sotto la montagna. Casa del 1923 in stile vittoriano che conserva ancora gran parte dell'antico arredamento, gestito dalla simpatica e gentilissima Elize. Dormivamo nella stanza con vista mare e montagna. Una situazione molto bella, particolare. Lasciavamo un po' aperte le tende e così al mattino quando ci svegliavamo potevamo dare una sbirciata all'oceano e un'altra alla montagna. L'ultima mattina Debora, apre gli occhi, ci pensa un po' e poi con tono malinconico mi dice: "pensa, adesso sono qui ad ammirare la fantastica Table Mountain e lunedì mattina, quando aprirò le tende vedrò il Musinè..." E si volta dall'altra parte. 

 

gm

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