09/02/2005 - La nebbia del Pacifico

La nebbia del Pacifico

 

Siamo a Castro, capitale dell'isola di Chiloè, il paesaggio è cambiato parecchio, verdi colline e molte abitazioni sparse qua e là. Facciamo un'escursione con un bus che ci porta nel Parco Nazionale e dopo una mezz'oretta di cammino in una strana e selvaggia vegetazione dove costantemente ci accompagna il rumore dell'oceano, raggiungiamo la spiaggia che è contornata da dune di sabbia. Di nuovo il Pacifico, lo avevo già ammirato sulle coste degli Stati Uniti, poi sulle affascinanti coste canadesi ed ora qui, nel sud australe. In questo posto le onde iniziano a frangersi a un km dalla riva circa e poi è tutto un susseguirsi di creste e schiuma e ancora onde. C'è poco vento (strano...) per cui non posso nemmeno fantasticare di uscire con mura a sinistra (le mie preferite) con la mia tavola. C'é però la classica nebbia di quest'oceano; una nebbiolina che si crea direttamente quando arriva l'onda sulla riva e tocca la sabbia calda, poi si alza di qualche decina di metri, gioca un pò con il vento e si dissolve nell'aria. Così, magicamente com'era apparsa. Questo strano gioco fa si che le figure sulla spiaggia in lontananza appaiano come fantasmi che spuntano dal nulla, quasi improvvisamente. Magici due cavalli comparsi all'orizzonte che avanzavano lentamente lungo la riva lambendo l'acqua con gli zoccoli.

Questa è un'isola particolare per me. E' l'isola che ha dato i natali, nel piccolo paesino di Quemchi, a Francisco Coloane, uno dei miei scrittori preferiti che sa narrare di Patagonia e Terra del Fuoco come pochi altri. E' anche merito suo se sono qui ora. Con i suoi racconti, che leggevo prima di dormire, con la cartina del sudamerica sempre aperta sul letto, per seguire luoghi e itinerari, ha accompagnato molte mie serate facendomi desiderare un giorno di poter vedere personalmente questi luoghi. Rapito dal fascino delle descrizioni delle sue avventure in gioventù non ho potuto fare a meno di venire a constatare di persona ciò che lui racconta. Inutile dire che è tutto molto reale ciò che racconta e forse anche più... Mi sono informato per andare a visitare la sua casa natale nel villaggio di Quemchi a 60 km da Castro, ma mi è stato detto che è chiusa perché la stanno allestendo come museo, è morto poco più di 2 anni fa. Quindi mi sono accontentato di acquistare un suo libro biografico che in Italia non c'è, qui in una libreria della sua isola, lo conserverò gelosamente accanto agli altri nella mia libreria.

Altra caratteristica di quest'isola sono le palafitte (normalmente abitate) e le chiese in legno. Qui tutte le abitazioni sono in legno e quindi anche le chiese. Ce ne sono un po' dappertutto e molto bella è quella di Castro, dedicata a San Francesco. Persino le colonne portanti della navata sono in legno.

Il bus ci ha poi trasferito a nord, a Santiago, la capitale da dove vi sto scrivendo ora. Qui fa nuovamente caldo, sepolti nello zaino giacca a vento, calze di lana e pile ora si viaggia a t-shirt e sandaletti. E' piena estate, le vie del centro sono multicolori per la gente che cammina in braghette e canottiere gustando gelati e jugos de fruta. Io mi sono appena sgobbato un ananas delizioso; l'ha preso, l'ha tagliato in metà, con uno strano aggeggio l'ha scavato dentro estraendo tutta la polpa a fettine (quasi come lo serviamo noi) e me l'ha messo in un piattino. Vi lascio immaginare il sapore... Ieri invece al mercato del pesce che è davvero molto grande hanno un usanza che dovremmo adottare anche da noi. A fianco dei banchi di pesce ci sono dei ristorantini molto semplici, tu ti siedi, scegli e ordini il pesce, loro lo prendono dal banco lì vicino e te lo cucinano come vuoi. Naturalmente non abbiamo resistito e un bel piattone di maltones (che sono cozze giganti) con insalata non ce l'ha levato nessuno. Buonissime davvero, non ho mai mangiato tanti frutti di mare come in queste ultime settimane.

Bello ed interessante anche il Museo di Storia Nazionale, che inizia dagli indios che vivevano qui tranquillamente prima che arrivassero gli spagnoli e portoghesi, fino ad arrivare agli occhiali di Salvador Allende rotti dai bombardamenti del colpo di stato di Pinochet (l'ho visto scritto, si scrive così...). Anche il Museo di Storia Precoloniale è molto interessante, questo è davvero particolare perchè contiene solo reperti degli indios di tutto il centro-sudamerica prima degli spagnoli. Quindi Inca, Aztechi, Nasca, Tiwanaku ecc. e c'è da stupirsi nello scoprire che cosa già sapevano fare questi indios molto prima delle nostre civiltà del bacino mediterraneo. Per esempio mummificavano i cadaveri 2.000 anni prima degli egizi... Poi il palazzo presidenziale della Moneda, circondato da militari, dove si può solo passare per il cortile senza fermarsi troppo dopo un'accurata perquisizione... E altre cose ancora tipo la particolarissima casa di Pablo Neruda dove è esposta la medaglia del premio Nobel ricevuto, non avevo mai visto una medaglia del premio Nobel!!

Domani partenza per il nord, per San Pedro de Atacama, nel deserto di Atacama, il più arido al mondo! Nuove distese affascinanti, nuova aria tersissima e luce intensa ci attendono e nuovamente montagne questa volta sopra i 6.000 mt...

 

gm

 

x Maurizio Pan: come va tuo fratello?

x Paolo: non ricordo quale casa di Neruda hai visto, questa di Santiago è davvero carina e particolare: bella!

x Renata: bollettino medico fino ad ora: 6 gocce di novalgina una sera che avevo bevuto un po' troppo vino, un po' di fargan su una morsicatura di un tafano arancione e nero e un po' di collirio nelle giornate ventose della patagonia... Per ora può andar bene no?

Viaggio: