10/07/2016 - Oltre la scogliera

 

Dal piccolo porticciolo di Gills, attraversando la baia di Scapa Flow, in un’oretta il traghetto ci porta su Mainland, la maggiore dell’arcipelago delle Orcadi. La baia era la più importante base navale inglese nella seconda guerra mondiale e, nell’ottobre del 1939, un sommergibile tedesco riuscì a penetrare e con un solo siluro affondò la corazzata Royal Oak uccidendo anche i suoi 833 uomini di equipaggio. Churchill decise allora di rinforzare le difese della baia facendo costruire delle barriere in pietra tra un’isoletta e l’altra e la maggior parte di queste barriere fu costruita dai prigionieri di guerra italiani. Questi, oltre alle barriere, nel “tempo libero” costruirono una cappella dove poter pregare con tutti i materiali di recupero che riuscirono a trovare, una testimonianza davvero toccante.

Verso la fine della guerra gli inglesi tenevano prigioniere all’interno di Scapa Flow ben 74 navi tedesche catturate durante il conflitto. Gli ufficiali tedeschi si misero d’accordo e un segnale segreto fu trasmesso di nave in nave e agli inglesi non rimase che osservare le navi tedesche che si inabissavano una dopo l’altra. Furono ben 52 quelle che affondarono mentre le altre rimasero incagliate nelle acque più basse.

Noi invece, ci siamo dedicati alla bellezza selvaggia di quest’isola, con le sue affascinanti scogliere, i suoi misteriosi menhir vecchi più delle piramidi, la cattedrale di Kirkwall del 1137 in arenaria rossa e le sue lande desolate spazzate dal perenne vento dell’oceano. Qui per fortuna abbiamo avuto il primo giorno senza pioggia.

Ritornati sulla terraferma (si fa per dire), abbiamo iniziato a scendere verso sud non tralasciando di visitare il Dunrobin Castle, uno dei più belli di Scozia con tanto di giardini, stanze segrete e fantasmi che si aggirano per i suoi corridoi. 

Poi finalmente il Loch Ness, il famosissimo lago con Nessie, il mostro per eccellenza! Naturalmente lo abbiamo visto sotto la pioggia, tanto per rendere un po’ più adeguata l’atmosfera ma questo già me lo sentivo da casa, prima di partire. Ho anche trovato un ditale che si avvicina parecchio a quello che avevo visto tanti anni fa in Italia e sono contento lo stesso anche se il disegno non è esattamente uguale. Mi è anche sembrato di vedere qualche increspatura nel mezzo del lago, ma non potrei giurarci… ;-)

Infine Edimburgo dove abbiamo potuto fare poco, una pioggia battente e costante ci ha impedito di ammirare le bellezze di questa animata città. A questo punto non ci è restato che fare rotta verso casa.

Su Mainland, la principale delle Orcadi, abbiamo pernottato in un B&B a Evie, verso il nord dell’isola. La sua proprietaria Cathy è una donna molto forte, che non si perde d’animo. Tre anni fa appena finito di costruire la struttura suo marito si è ammalato e in breve tempo è mancato lasciandola sola con due figli. Uno è militare alle Falkland e lo vede una volta all’anno, l’altro ha 23 anni ma, come dice lei, ha il cervello di un bimbo di 8. Notando la mia istintiva smorfia di dispiacere lei subito si premura rassicurandomi che il suo bambino sta bene, che non soffre, lei sa che è felice. Poi aggiunge anche che quando si sente triste e sola, quando le difficoltà della vita le crollano addosso lei si siede nel salottino, sulla poltrona preferita dal marito, dove c’è un’ampia vetrata rivolta verso l’oceano, prende il binocolo e guarda le poderose onde atlantiche infrangersi. “Sai”, mi dice “a volte sono così alte che l’acqua supera l’altezza di quell’ostacolo improvviso e il vento subito si impossessa di quell’acqua sospesa nell’aria e la sparge nel terreno soprastante, oltre la scogliera”.

 

 

baci melanconici

 

 

gm

 

Viaggio: