17/02/2010 - Il pinguino povero

Il pinguino povero

Il pinguino di Magellano non è molto grande e non è famoso come il pinguino reale doppiato da Fiorello in un bellissimo film e che vive in Antartide; lui è alto solo dai 40 ai 50 cm ma ha l'aria di sapere il fatto suo.
Nella riserva nazionale di Punta Tombo, circa 200 km a sud della penisola di Valdez ve ne sono più di 500.000... so che sembra una cifra incredibile, anch'io pensavo fosse un errore di battitura della guida invece è proprio così! Passeggiando nei sentieri previsti, si viene letteralmente circondati da questi teneri animaletti. Loro ovviamente non sanno di trovarsi su un sentiero per cui appena ti vedono si fermano, ti osservano qualche secondo e poi continuano per la loro strada senza curarsi troppo della tua presenza.
Il tragitto è uno solo, vanno verso il mare per riempirsi la pancia di pesce oppure tornano per dar da mangiare ai piccoli che attendono nei pressi del nido schiamazzando per la fame.
La cosa bella è che si può assistere a questa affermazione della grandezza della natura in diretta... semplicemente sedendosi su una pietra e osservando ciò che accade attorno.

Lasciata la penisola di Valdez abbiamo proseguito verso sud con altre 14 ore di bus verso Rio Gallego e da qui con "sole" altre 4 ore abbiamo raggiunto El Calafate, ai margini del Parque de los Glaciares, uno dei più bei parchi del sudamerica.
Approfittando di una spettacolare giornata di sole senza una nuvola abbiamo fatto un trekking sul famoso ghiacciaio Perito Moreno. Un'esperienza indimenticabile.
Si cammina per circa un'ora e mezza con i ramponi ai piedi in mezzo a formazioni di ghiaccio fantastiche, salendo e scendendo con il cuore emozionato per le sensazioni che si provano.
Il ghiacciaio è davvero una forza della natura e sopratutto il Perito Moreno, uno dei pochi che continua a crescere appoggiandosi nella parte terminale alla penisola di Magellano e provocando periodicamente una enorme esplosione di ghiaccio famosa in tutto il mondo.

Fermi sul bus che da Rio Gallego ci portava a El Calafate eravamo in pochi. Nel sedile dietro di me vi era Michelle, una simpatica e arzilla parigina di una settantina d'anni che gira il mondo con il suo trolley neanche troppo grande. Ad un certo punto inizia una discussione con l'autista che le contesta la validità del suo biglietto. Lei non fa il minimo sforzo di parlare spagnolo, così l'aiuto a capire e si reca quindi con lui in biglietteria.
Mentre mi siedo noto sul sedile di Michelle un piccolo zainetto nero, mi accomodo ma non mi sento tranquillo, uno zainetto abbandonato su un sedile da queste parti... Mi volto e vedo il passeggero a fianco che stava frugando dentro lo zainetto in cerca di qualcosa di valore.
Mi alzo di scatto, lo fulmino con lo sguardo e lui senza scomporsi si porta la mano al mento e si mette a guardare fuori dal finestrino.
Nel frattempo Michelle ritorna, ha risolto il suo problema con il biglietto e sorridente mi dice "ils sont fou..." e si siede. 
La prego allora di sedersi nel sedile alla mia sinistra, faremo il viaggio parlando di Parigi dove vive, della Provenza dov'è nata e dei trekking che ha fatto sull'Himalaya e solo all'arrivo le racconterò dell'imprudenza che ha commesso... 
  
baci francesi...

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