19/07/2015 - Fucking border

“Fucking border, fucking border…”, continuava a ripetere come un mantra Werner, il biker tedesco che si aggirava malinconicamente tra le ger della Blue Wolf Guest house di Olgij. 

Dopo 1300 km, quasi tutti su pista, con i soliti problemi di polvere, sabbia e bivi con mille dubbi, siamo arrivati ad Olgij, una cittadina ad un centinaio di km dal confine con la Russia, ultima sosta prima di attraversare il confine. Ci siamo sistemati in una ger e abbiamo ritrovato con piacere dopo sei giorni una doccia, la luce elettrica e l’acqua corrente. Dopo cena facciamo due parole con la proprietaria di questa accogliente guest house la quale ci dice, con un bel sorriso, che la frontiera dal giorno dopo resterà chiusa per cinque giorni! Naturalmente non ci crediamo, ci guardiamo intorno sconcertati, cerchiamo conferme… purtroppo è così, c’è il Nadam, festa nazionale che dura cinque giorni e così in Mongolia si ferma tutto, frontiera compresa. 

Incredibile, su 365 giorni disponibili noi arriviamo qui proprio il giorno prima dell’inizio dei festeggiamenti! Comunque, anche se con fatica, dopo l’arrabbiatura e lo stupore ci siamo rassegnati e ne abbiamo approfittato per rilassarci un po’, per fare il bucato, per dare una controllata alle moto ed io per sistemare un po' tutte le mie fotografie. 

Ad Ammy, visto che si è comportata molto bene nel terribile sterrato, ho promesso un bel pieno di benzina a 98 ottani appena saremo in Russia, se lo merita visto che si è dovuta accontentare anche di 80 ottani nel deserto!

Anche Werner si è rassegnato, l’ha presa con filosofia anche se ogni tanto un “fucking border” tra le ger si sente ancora…

Il passaggio di frontiera non è stato semplice. Dopo tutti quei giorni di chiusura già dal mattino alle cinque c’era una coda lunghissima, russi e kazachi che rientravano nel loro paese. Da queste parti non si usa osservare code o rispettare precedenze e così, dopo una breve discussione, sono quasi arrivato alle mani con un autista kazaco. Se Roberto non mi avesse sollevato di peso e portato via credo che non l’avrei passata quella frontiera.

Per fortuna, una volta in Russia tutte le paure e le tensioni si sono dissolte come neve al sole. Da Tashanta, il villaggio russo di confine, fino a Gorno-Altajsk si percorre, finalmente sull'asfalto, una vallata incredibilmente bella. 

Si attraversa per oltre 400 km la Repubblica dell’Altaj che è dominata da diverse montagne oltre i quattromila metri. Una delle più belle strade che io abbia mai percorso, un susseguirsi di torrenti, boschi, fiumi, laghi e cime immacolate di grande bellezza. 

Ora stiamo viaggiando nella sterminata pianura russa verso ovest, cercando di recuperare il tempo perduto. Certo non riusciremo a recuperare i cinque giorni persi, però puntiamo verso casa con determinazione anche se sta nascendo l’idea di una “piccola” deviazione verso sud, in modo da rendere più simpatica ed armoniosa la traccia che stiamo disegnando sulla cartina geografica del nostro viaggio…

Stay tuned!

 

 

baci di frontiera

 

 

gm

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