23/07/2015 - Il dado è tratto

Rientrati finalmente in Russia abbiamo proseguito la strada verso casa viaggiando a tappe forzate, anche per cercare di recuperare un po’ dei giorni persi a Olgij. Giunti a Ufa, il bivio: da una parte rifare la stessa strada dell’andata passando dalle repubbliche Baltiche, dall’altra scendere verso sud, esplorare nuovi territori attraversando la Georgia, la Turchia e la Grecia dove un bel traghetto Superfast in poche ore ci avrebbe ricondotti sull’amato suolo italico.

Secondo voi?

Si, ci avete azzeccato quasi tutti… alea iacta est e siamo scesi verso sud. Ero quasi in riva al Volga e così mi sono sentito un po’ Giulio Cesare anche se non dovevo fare la guerra a nessuno…

Questa scelta comporta qualche giorno in più di viaggio, un migliaio di km in più e il traghetto da Igoumenitsa ma in cambio attraverseremo la Georgia, nazione che manca al mio elenco personale dei paesi visitati nel mondo. In Georgia ci sono delle zone dove non è permesso l’ingresso ai turisti ma noi ci siamo informati presso l’ambasciata italiana a Tbilisi, sono stati rapidi e gentilissimi e ci hanno indicato la via da seguire. Così facendo non correremo nessun rischio.

Poi spero vivamente di poter ammirare almeno uno scorcio dell’Elbrus, una montagna nel Caucaso di oltre 5.600 mt che per il mondo alpinistico internazionale è la più alta d’Europa, ma per i geografi si trova in Asia e quindi non riconducibile al nostro continente. Ci sono un bel po’ di discussioni al riguardo ed è anche per questo che mi farebbe molto piacere riuscire a fotografarne la vetta, anzi le vette poiché si tratta di due cime con pochi metri di differenza.

Bene, quindi ci attendono dei succulenti spiedini di carne e melanzane affogate nello yogurt in Turchia e tzatziki e insalate greche a volontà in Grecia. Dopo quasi due mesi di rosse zuppe russe e ravioloni mongoli direi che “ci sta”, come direbbe mio figlio Davide.

 

 

baci mangerecci...

Viaggio: