24/06/2015 - Siamo in Mongolia!

Raccolte Cristina e Debora all'aeroporto di Irkutsk, siamo subito partiti con direzione Mongolia. Abbiamo costeggiato il lago Baikal per tutto il giorno godendo dei soliti, ma sempre belli, panorami della Siberia con boschi, fiumi e laghetti, il tutto scivolando dolcemente sui pendii che costeggiano questo enorme lago di cui non si vede la fine.

Il giorno dopo, il nostro ultimo giorno in Russia, abbiamo visitato il monastero di Ivolginsky Datsan che si trova nei pressi di Ulan Ude, lungo la strada che porta in Mongolia. Nel 1945 fu inaugurato come unico centro spirituale buddista in Russia, non che oggi ce ne siano molti di più ma, in queste zone, qualche altro monastero adesso c'è. E' composto da diversi templi, è molto suggestivo, conserva testi sacri e reliquie buddiste. Rimango sempre affascinato da queste atmosfere ed anche le preghiere dei monaci vibrano fino a farti rinascere antiche e sopite riflessioni...

Una leggera pioggerellina ci accoglie la mattina successiva, nel giorno decisivo. Dopo 9.260 km, 31 rifornimenti con 430 litri di benzina siamo finalmente in Mongolia! Impieghiamo circa tre ore per le formalità di uscita e di ingresso ma non importa, quando finalmente si alza anche l'ultima sbarra facciamo poche decine di metri e ci fermiamo. Ci abbracciamo e sorridiamo felici, la gioia è tanta e la soddisfazione è grande.

Gli ultimi km che percorriamo per raggiungere la capitale, Ulaan Baatar quasi non li consideriamo più. Arriviamo all'Oasis Hostel, frequentato sopratutto da viaggiatori europei, in maggioranza da motociclisti. Un ambiente che ci rigenera e che fa luccicare gli occhi a Roberto che passa in rassegna tutte le moto parcheggiate nel cortile. Prende nota delle varie modifiche ai mezzi, osserva valigie e valigette, controlla le gomme, la capienza dei serbatoi, un vero paradiso per lui!

Abbiamo un giorno di relax e lo usiamo per visitare la capitale. Non c'è molto ma la piazza di Gengis Khan è bella, con una statua dedicata a lui, anche il monastero di Gandan è affascinante con i soliti monaci, ruote della preghiera e statue colorate. Ci immergiamo volentieri nuovamente in questa atmosfera che rapisce.

Domani partiremo per un tour organizzato che ci porterà per nove giorni a visitare questo splendido paese. Saremo a bordo di un pulmino Uaz che speriamo ci riporti a casa... Ovviamente in questi nove giorni non avrete mie notizie perchè dormiremo sempre nelle ger, in mezzo alla steppa, dubito che i pastori nomadi si preoccupino del wi-fi!

Per finire, vorrei fare un grosso Good Luck! a un giapponese che era qui con noi stamani. Purtroppo non ho capito il suo nome, me lo sono fatto ripetere un paio di volte poi ho rinunciato. Partito da Tokyo qualche settimana fa con il suo Yamaha 660 stracarico, proseguirà per il famoso sterrato della Mongolia, rientrerà in Russia per dirigersi fino a San Pietroburgo, poi su in Finlandia fino a Capo Nord e da lì scenderà attraverso la Spagna fino ad arrivare in Marocco. Poi si vedrà...

 

 

baci giapponesi

 

 

gm

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