27/02/2010 - Pausa pranzo

Pausa pranzo

Siamo arrivati in fondo al sudamerica, ad Ushuaia e, come viene chiamata qui, siamo alla "fin del mundo".
 
Dopo le belle camminate nel Parque de los Glaciares in Argentina abbiamo attraversato un confine solitario e sperduto, nemmeno segnalato e siamo andati al Parco delle Torri del Paine in Cile.
Altro posto fantastico e anche se il tempo è stato un po' disturbato da molte nuvole, non abbiamo potuto evitare di rimanere affascinati dalle cime de Los Cuernos, cime molto particolari e diverse da tutte le altre montagne, formatesi da una particolare eruzione di magma più il freddo di milioni di anni fa.
Abbiamo gironzolato intorno al lago Grey con il suo cimitero dei tempanos (iceberg alla deriva), al lago Sarmiento, al lago Pehoè e alla dolce laguna Amarga con i suoi fenicotteri rosa. Sulle strade sterrate del parco bisogna fare attenzione perchè e' pieno di guanachi (tipo di lama) e non è così diffice metterne sotto qualcuno. Anche di emù (un piccolo struzzo) ce ne sono diversi ma questi sono più veloci e poi non si lasciano avvicinare molto.
Non abbiamo potuto fare trekking perchè sulle cime era sempre brutto anche se le tre cime delle Torri del Paine (Monzino, De Agostini e Central) erano a volte ben visibili, ma ci siamo consolati volentieri con le cene a base di zuppe di pesce e mariscos (frutti di mare) di Puerto Natales, deliziosa cittadina cilena sull'oceano Pacifico.
 
Non poteva poi mancare la visita alla Cueva del Milodon, luogo di culto per me perchè descritto da molti scrittori sudamericani ma in particolare fattore scatenante del peregrinare di Bruce Chatwin in Patagonia, a rincorrere il passato dei suoi avi avendo come traccia un pezzo di pelle di uno strano ed antico animale preistorico, il milodon appunto.
Anch'io leggendo il suo racconto anni fa, desiderai moltissimo vedere questa grotta e da lì la forte spinta di visitare l'estremo sud dell'America.
 
Tornati a El Calafate in Argentina, ci rechiamo con i nostri zaini alla stazione dei bus verso le 12. Il bus parte alle 12,30 per cui meglio essere in anticipo.
Ogni cinque minuti mi alzavo per controllare se il bus fosse arrivato oppure no. Intorno alle 12,40 non vedendo ancora nulla provo a chiedere informazioni all'ufficio della compagnia ma trovo solo un cartello "Torno Subito". C'è un gran via vai di mezzi ed io provo a chiedere un po’ a tutti ma nessuno era quello per Rio Gallego. 
Intorno alle 13 finalmente arriva l'impiegata e così le chiedo che fine avesse mai fatto il nostro bus e lei candidamente mi dice che e' regolarmente partito alle 12,30! Che era un pulmino bianco piccolo da 16 posti...
Ancora un po' la strozzo! Ma come, l'unico bus del giorno di quella compagnia delle balle arriva e parte e lei se ne va in pausa pranzo?
La insulto un po', do' i biglietti a Debora per farceli rimborsare e di corsa cerco un altro bus. Non è un dramma perdere un bus, con qualche ora in più in genere ci si aggiusta, il problema era che noi alle 19,45 avevamo l'aereo a Rio Gallego per Ushuaia e per arrivarci ci vanno circa 4 ore e mezza, controlli di polizia permettendo.
 
Alla fine ce la faremo a prendere l'aereo, giusti giusti... ma a tutte le salite, ad ogni rallentamento per un po' di sterrato e a tutti i controlli di polizia fremevo d'impazienza e avrei voluto avere io tra le mani il volante di quel bus. 
 

baci nervosi...

 

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