29/10/2008 - Il vento dell'oceano

Il vento dell'oceano

Dalla graziosa cittadina di Tata, dopo aver visitato le fantastiche gole del Todra e del Dades, attraverso un lungo e affascinante altopiano, siamo scesi al livello del mare a El Quatia. Abbiamo trovato da dormire in un piccolo hotel, gestito da un francese che secondo noi era fuggito dalla Francia per qualche problema con la giustizia. Con lui vi è anche una ragazza che deve avere recuperato in qualche nigth club, vista la generosità con la quale espone le sue grazie e le occhiate maliziose che fa. 
Le stanze erano scarse, con le cose essenziali scassate e senz'acqua corrente. Lui ci ha detto che mancava l'acqua in tutto il villaggio perchè sulle montagne i pastori di cammelli spaccano le tubazioni per far uscire l'acqua e poter cosi abbeverarli...
Vero o no eravamo troppo stanchi per verificare e così ci siamo aggiustati anche perchè la posizione era bellissima e abbiamo cenato davanti ad un tramonto sul mare da favola con dell'ottimo pesce alla griglia.
Questa mattina, di buon'ora siamo partiti per il profondo sud ed abbiamo iniziato a percorrere la lunga strada che costeggia l'oceano. Ben presto è arrivato un forte vento dal mare che ci ha costretto a viaggiare per lunghi tratti con la moto inclinata per fronteggiarlo.
Il panorama è suggestivo; alte scogliere che incutono timore si alternano a lunghe spiagge battute da venti e onde impetuose. Ampie lagune contornate da bianche dune di sabbia e popolate da molti uccelli, compresi i sempre affascinanti fenicotteri rosa. Ogni tanto delle capanne improvvisate vicine al mare offrono riparo a dei pescatori che sinceramente non invidio. Come faranno a vivere in un posto cosi non lo so. Il vento forte qui è una costante implacabile.
Avanzavamo a fatica, non più degli 80 km orari, disturbati dal vento e dalla sabbia che creava veloci disegni sull'asfalto, fino a comporre dei mucchi improvvisi ai quali bisogna stare molto attenti. Per fortuna ogni tanto la sabbia viene tolta da delle pale meccaniche, sopratutto nei punti più critici dove i mucchi impediscono il passaggio anche alle auto.
Ora siamo a Laayoune nel West Sahara, territorio controllato dalle Nazioni Unite per evitare scontri tra Mauritania e Marocco. La presenza dell’ONU è evidente, la città brulica di Land Cruiser Bianchi con la scritta UN. E’ una moderna e discreta cittadina che sorge all'improvviso in mezzo al nulla. Per fortuna abbiamo trovato un hotel un po' più confortevole, cosi abbiamo potuto farci finalmente una bella doccia e scrollarci un po' di sabbia da addosso...

baci ventosi...

 

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