30/04/2014 - I miei primi 60 anni

I miei primi 60 anni

 

Sono ormai arrivato ad una soglia importante della mia vita. Pochi giorni fa ho compiuto un numero di anni che inizia a procurarmi del fastidio quando devo dirli, anche se, ovviamente, non me li sento. E' un'età dove bisogna per forza fermarsi a riflettere ed ho così iniziato a pensare a me su questo pianeta che tanto amo esplorare e conoscere. Poi il pensiero si è spostato su mio padre e poi su suo padre. Ho provato ad immaginare come poteva essere il nonno di mio nonno, chissà quando sarà nato... e suo nonno? Sicuramente sarà vissuto nel diciottesimo secolo e prima ancora? Anche gli avi dei miei avi sono migrati dall'Africa verso l'Europa decine di migliaia di anni fa. Alcuni studiosi sostengono che un tipo di scimmia ha iniziato a camminare su due zampe in un'area ben definita del sud Africa e che questo gli ha consentito di evolversi diventando poi quello che siamo noi oggi. Certo non ho i titoli per disquisire su argomenti di questo tipo però una cosa potevo farla, calpestare la terra dove l'essere umano ha avuto origine e questa terra è l'area del deserto del Kalahari suddivisa tra Namibia, Botswana e Sud Africa. Ed è proprio da qui che vi sto scrivendo.

 

Con Debora sempre al mio fianco, siamo atterrati in Sud Africa a Johannesburg e il giorno dopo eravamo già nel Kruger National Park ad ammirare i diversi animali che lo popolano. Poter vedere così da vicino la fauna che ci vive è sempre emozionante. Sentire il rumore di quando gli elefanti strappano foglie e rami per mangiare, sentirli masticare, sentirne il respiro è qualcosa che ti tocca dentro. Anche solo due facoceri che si rincorrono giocando o due impala che combattono per il territorio ti portano in una dimensione difficile da descrivere se non si è vissuta. Certo l'emozione più forte è incontrare un leopardo che cammina nella penombra della sera, seminascosto dalla vegetazione.

 

Qualche giorno dopo siamo entrati in Botswana per visitare il Chobe National Park. Una parte di questo parco si sviluppa lungo il fiume Chobe, affluente dello Zambesi, e questo lo rende molto particolare. Gli animali dal bush scendono al fiume per abbeverarsi e questo fa si che si fanno davvero molti avvistamenti e molti incontri. Non sto qui ad elencarvi ciò che abbiamo visto ma vi posso dire che sono rimasto molto soddisfatto. Noi eravamo accampati in tenda nella foresta, immersi nella natura insieme ad un'altra dozzina di persone dalla provenienza più variegata. Tende abbastanza confortevoli per due, poi una tenda con un buco nella terra per il bagno e un'altra con un secchio (come direbbe Debora) appeso a un ramo sopra la testa per farsi la doccia. Abbiamo trascorso due notti cenando intorno al fuoco, unica luce disponibile in mezzo ad un buio davvero impenetrabile. Le istruzioni erano: "dentro la vostra tenda siete al sicuro, ma se di notte vi dovete alzare per andare in bagno con la pila fate luce intorno a voi nella foresta, se non vedete il riflesso di un paio di occhi che vi osservano allora potete proseguire..."

 

Pensavo scherzasse, invece la prima notte sono stato svegliato da un ruggito inconfondibile decisamente vicino al campo tanto era forte, mi sono spaventato e mi sono stretto al cuscino pregando che la mia prostata mi facesse resistere fino all'alba...

 

baci ruggenti

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