30/11/2011 - Un milione di motorini

Un milione di motorini

Dopo un lungo ma tranquillo volo di dodici ore siamo atterrati a Ho Chi Min, nel sud del Vietnam. All'apertura del portellone dell'aereo siamo stati investiti da 32 gradi di calore che ci hanno fatto subito capire che aria tira da queste parti.
 
Rigenerati da una bella dormita in un comodo letto di un hotel da 20 dollari siamo saliti su un bus che ha attraversato la frontiera con la Cambogia e in 14 ore ci ha portati a Siem Reap, città nelle vicinanze del meraviglioso sito archeologico di Angkor. Un complesso di templi molto vasto, immersi in una foresta che contribuisce a rendere un fascino particolare a queste costruzioni.
Costruiti dall'anno 800 al 1400 circa da dieci grandi imperatori Khmer sono la perfetta fusione tra una creatività ambiziosa e una grande devozione spirituale, quasi tutti i templi infatti sono dedicati a Shiva oppure a Vishnu e alla religione Hindu con le sue derivazioni. Qualcuno è anche funerario.
Ci sono molti modi per visitarli, quello con la bicicletta è senz'altro il più coraggioso, noi abbiamo optato per un comodo tuc tuc che ci ha portati tutto dove volevamo facendoci prendere un po' d'aria tra un tempio e l'altro.
 
Siamo poi volati ad Hanoi, di nuovo in Vietnam e ci siamo dedicati un po' alla città. Caotica al limite dell'immaginabile. Sono letteralmente sconvolto dal traffico di motorini che c'è. Ho scritto un milione ma secondo me sono stato molto al di sotto della realtà. La città conta quasi quattro milioni di abitanti e, tolti vecchi e bambini (molto piccoli), ciascun abitante ne ha uno. E' un flusso perpetuo per tutte le vie del centro ed il problema sorge quando bisogna attraversare la strada...
Dopo i primi tentennamenti abbiamo deciso di buttarci. E' l'unica soluzione. Non esiste un momento con la strada libera. Sono abilissimi a schivarsi tra di loro e schivano anche i pedoni con sicurezza, è sufficiente attraversare camminando adagio senza fare bruschi spostamenti. 
 
Domani partiremo per la baia di Halong dove veleggeremo per un paio di giorni su di una giunca tra formazioni calcaree e splendide insenature. Un po' di mare anche per noi...
 
Devo dire che Debora migliora ogni giorno con le lingue straniere, oggi in una trattativa con una donnina vietnamita se ne è uscita con un "put andrinta!" che starebbe per "mettila dentro!", un ottimo connubio di inglese e piemontese... La donnina non ha capito ma l'acquisto di una pinza per capelli è andata a buon fine!
 

basin a tuti vuiautri!